POF (Piano Offerta Formativa)

L I C E O  S C I E N T I F I C O  S T A T A L E

" C. CAVOUR "

00184 ROMA - Via Delle Carine, 1 - Tel.0648916427 - Fax 064817660 - Distretto IX - C.F.80253350583

- Piano dell'offerta formativa -

1 Finalità generali

2 Finalità delle discipline

3 Percorsi formativi

4 Metodologie

5 Valutazione

6 Indicatori di qualità

7 Descrizione delle strutture, organizzazione del personale e commissioni istituite nella scuola

8 Ruolo degli operatori

9 Documentazione.

10 Aggiornamento Docenti

11 ATA

12 Delibere e preventivo spesa

 

Il Piano d'Offerta Formativa, che trova ragion d’essere in una serie di norme che ne delineano e ne prescrivono le caratteristiche, è un elemento fondante la struttura organizzativa e funzionale della scuola, in una fase di rapida trasformazione che passa attraverso la riforma delle superiori, i corsi sperimentali, l’allungamento dell’obbligo, i nuovi esami di stato, l’autonomia.

Riferimenti normativi:

Cost. artt. 3 e 34;

D.l.vo 297/94 art. 5 e7

L.517 art.7;

D.P.R n.399 23/8/88 Accordo per il triennio 1988/90 del  personale del comparto scuola;

C.M. n. 16683 22/9/88 Modalità di espletamento della funzione   docente;

O.M. n. 282 10/8/89 Nuove figure professionali;

C.M. n. 339 16/11/92 Continuità;

L.59 art.21 15/3/97 Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle Regioni e ed EE.LL.,

per la riforma della P.A e per la semplificazione amministrativa.

D.P.R. n.275 8/3/99 Regolamento recante norme in materia di autonomia

Lettera circolare n. 194 4/8/99 Finanziamento per la realizzazione del programma nazionale di sperimentazione dei Piani dell’Offerta Formativa.

C.C.N.L. del personale del comparto scuola 9/6/99

C.C.I. 31/8/99

Lo schema seguente evidenzia come il Piano rappresenti uno snodo per ridefinire il ruolo e la struttura della scuola nell’ottica dei nuovi scenari:

 

È, dunque, uno strumento che nasce da varie esigenze:

  • di adeguare le finalità educative alle nuove realtà ambientali;
  • di avere strumenti idonei a gestire la crescente complessità del sistema formativo;
  • di adeguare la proposta culturale alle mutate esigenze dell’utenza;
  • di garantire informazione e far assumere responsabilità agli operatori del settore;
  • di definire e delimitare in modo preciso le aree di competenza della scuola e dei suoi operatori;
  • di definire le linee operative e i selettori culturali dell’Istituto;
  • di dare visibilità alle attività e alla pluralità di offerte;
  • di costruire l’identità e l’immagine del Liceo;

il P.O.F. è il documento che presenta il servizio educativo-culturale della scuola , che rende trasparenti e leggibili le sue attività e i suoi intenti.

1.Finalità generali

 L’impianto educativo e culturale dell’Istituto è definito dalle seguenti dimensioni.

    1. L’impegno a favore della persona.
    2. Un progetto che abbia ambizioni educative non può prescindere dall’intento di conoscere e promuovere le caratteristiche peculiari di ciascuno.

      Quest’assunto si esplicita nell’attenzione prestata dalla scuola alla specificità di ognuno, alla storia personale, al retroterra familiare e sociale, all’identità culturale, religiosa, politica, al portato delle diversità di provenienza geografica, apprezzando il contributo che le differenze recano al contesto educativo.

    3. La concezione della scuola come educazione alla democrazia.
    4. Il ‘Cavour’ intende porsi come esperienza omogenea e coerente rispetto all’organizzazione democratica della società e ispirarsi al principio di partecipazione e di assunzione di responsabilità di ciascuno nei confronti di tutti.

      Contestualmente la scuola si pone come garanzia di uguaglianza di opportunità, senza velleità egualitarie né tentazioni elitarie.

    5. La funzione della scuola come momento di formazione culturale, di preparazione a studi successivi, di definizione di profili e aspirazioni professionali.

 Il Liceo vuole favorire l’acquisizione di conoscenze, sviluppare competenze, predisporre ad una mentalità critica, ad un metodo di lavoro ‘per soluzione di problemi’, secondo l’impostazione propria di questo corso di studi che non prevede una ‘forte terminalità’ orientata a indirizzi specialistici, ma tempi di lavoro lunghi finalizzati ad una formazione generale.

2.Finalità delle discipline

 Nello specifico disciplinare i docenti dei vari settori, ognuno nell’ambito delle proprie competenze e specificità, operano per sviluppare:

  1. Capacità di organizzazione e di rielaborazione autonoma e critica dei contenuti.
  2. Sviluppo delle competenze comunicative e delle capacità espressive attraverso l’uso dei diversi linguaggi.
  3. Capacità di contestualizzare storicamente le vicende umane e di recuperare la memoria storica.
  4. Consapevolezza dei valori etici e civici.
  5. Approccio razionale alla realtà attraverso categorie di analisi scientifica.
  6. Consapevolezza dei valori estetici.
  7. Approccio critico alle problematiche religiose ed esistenziali.

3.Percorsi formativi

Il liceo scientifico è stato istituito nel 1923 con R.D. n. 1054 del 6/5/23 con la finalità di riequilibrare il tradizionale quadro formativo di tipo elitario, troppo spostato sul versante umanistico, e orientarlo piuttosto in un’ottica di integrazione delle "due culture".Il "Cavour" accoglie sul piano dell’identità quest’impostazione strutturandosi su un forte asse scientifico affiancato da un’importante presenza storico-umanistica.

L’apertura a possibilità di sperimentazioni configurata del D.P.R. 419/74 ha reso possibile una diversificazione di questo quadro d’insieme consentendo di dare una migliore risposta alle esigenze dell’utenza e alla crescente complessità del reale.

In particolare il Liceo affianca ai corsi ‘ordinari’ due linee di tendenza che sembrano affermarsi, una orientata verso l’Informatica organizzata secondo gli schemi del P.N.I., nata come ‘minisperimentazione’, riguardante il biennio, adesso in espansione nel triennio, l’altra centrata sul bilinguismo. Le lingue proposte dalla scuola sono: Inglese, francese, Tedesco, Spagnolo; in una sezione si studiano sia l’Inglese che il Francese; si prevede, inoltre, di estendere a tutti i corsi lo studio di due lingue straniere secondo le indicazioni del progetto Lingue 2000, C.M. n. 197 del 1999.

4.Metodologie

Le finalità generali di cui al punto 1 sono perseguite secondo le seguenti linee metodologiche:

4.1 L’impegno a favore della persona.

In quest’ambito trova spazio, in particolare, l’impegno per l’accoglienza delle prime classi, lo sforzo per l’individualizzazione del rapporto didattico, l’attenzione verso l’orientamento agli studi e alla professionalità, le iniziative a favore degli alunni in difficoltà, l’educazione alla salute, la definizione di regole per le attività scolastiche, la valorizzazione della responsabilità personale.

In tale quadro è fondamentale mantenere e allargare lo spettro delle attività integrative, garantendo momenti di apertura dei locali e di fruizione delle strutture, valorizzando il ruolo della scuola come luogo di ritrovo e di aggregazione per i giovani e di riferimento culturale per il quartiere.

4.2 La concezione della scuola come educazione alla democrazia.

In questa prospettiva la vita del Liceo si caratterizza per la vivacità e il pluralismo delle opinioni, che si manifesta sia nello specifico della didattica che nelle diverse iniziative della comunità scolastica.

L’ispirazione democratica del Liceo tende a dar massimo spazio alle forme di partecipazione responsabile dei giovani agli organi collegiali, alle forme di vita associativa, ai temi della realtà contemporanea.

4.3 La funzione della scuola come momento di formazione culturale, di preparazione a studi successivi, di definizione di profili e aspirazioni professionali.

Tale obiettivo è ricercato attraverso:

  • il puntuale rispetto dei programmi d’insegnamento, attuati con il ricorso a moderni strumenti didattici, la presenza in Istituto di una pluralità di opzioni fra corsi ‘normali’ e sperimentazioni e lo svolgimento di attività integrative;
  • una specifica azione di orientamento sviluppata, nel triennio, attraverso contatti con enti, Università, agenzie, figure professionali;

la costruzione di una rete di relazioni fra scuole allo scopo di operare scambi di esperienze, di opportunità, di materiale tecnico, di elaborazioni didattiche.

4.4 Gli obiettivi prettamente didattici sono perseguiti ispirandosi alle indicazioni metodologiche suggerite da M. Pellerey:.

  1. Principio di significatività.

Partire dagli interessi e dalle realtà più vicine agli alunni, dalla loro ‘ matrice cognitiva ’, cioè l’insieme delle loro rappresentazioni mentali, i concetti, i principi che già possiedono, senza per questo cedere a deleterie forme di spontaneismo.

  1. Principio di motivazione.
  2. Nel perseguire gli obiettivi didattici il docente può utilmente far leva sugli interessi, le motivazioni, i valori degli studenti per promuovere un itinerario educativo coerente.

  3. Principio di direzione.
  4. Per questo è necessaria un’attenta programmazione in cui l’insegnante ridefinisca, in relazione al contesto, i propri intenti e in funzione di essi organizzi un’opportuna sequenza di contenuti e di attività, rendendone consapevole la classe.

  5. Principio di continuità..
  6. Occorre che nel processo didattico il lavoro non sia rigidamente lineare, ma sviluppi e, ove necessario riproponga, con angolature differenti i diversi contenuti.

  7. Principio di ricorsività.
  8. Prevede che un concetto sia affrontato a un livello di sempre maggiore complessità, astrazione e definizione linguistica.

  9. Principio di integrazione
  10. Occorre favorire l’integrazione tra diverse aree disciplinari in merito a metodologie, obiettivi e percorsi culturali, al fine della ricostruzione unitaria del sapere.

  11. Principio di trasferibilità.

Il processo di codificazione è utile non solo all’affinamento delle abilità linguistiche del soggetto, ma anche all’elaborazione ed integrazione dei concetti. Tanto più una persona è in grado di passare da un codice a un altro, tanto più la conoscenza è dominata in modo ricco e flessibile.

5.Valutazione

 La valutazione, parte integrante della programmazione, ha lo scopo di misurare il raggiungimento degli obiettivi da parte dell’alunno e l’efficacia dell’intervento didattico. Essa è inserita nell’ambito del processo didattico nelle sue diverse modalità di valutazione iniziale, formativa o intermedia e sommativa o finale.
La prima ha lo scopo di accertare le conoscenze possedute all’inizio dell’itinerario di studio per potere attuare una programmazione mirata.
La seconda è finalizzata a dare una possibilità intermedia di compensazione di difficoltà e, come quella iniziale, ha un carattere diagnostico; ha, quindi, un’importante funzione per il recupero degli alunni e per l’eventuale adeguamento dell’intervento didattico.
La terza interviene dopo un ciclo più o meno lungo di formazione e serve a prendere atto dei risultati in relazione agli obiettivi prefissati ed è utile per programmare eventuali interventi specifici di recupero.

Il processo è schematicamente il seguente:

Il Collegio dei Docenti ha, inoltre, deliberato la scansione quadrimestrale dell’anno scolastico, prevedendo nei mesi di Novembre e Marzo l’invio alle famiglie di un foglio informativo sul livello di raggiungimento degli obiettivi conseguito da ciascun alunno.

 

6. Indicatori di qualità

Quest’Istituto ritiene, inoltre, sia importante fissare parametri che fungano da indicatori di qualità del servizio prestato, criteri di autoverifica che forniscano un ritorno d’informazione oggettivo e preciso su cui tarare eventuali interventi correttivi.

  1. Percentuale di promossi per fasce di valutazione.
  2. Esiti degli esami di Stato.
  3. Numero di abbandoni prima della fine dell’anno scolastico.
  4. Numero di bocciature e di promozioni con debito formativo.
  5. Esiti dei percorsi postliceali.
  6. Apprezzamento dell’offerta formativa da parte degli studenti.
  7. Apprezzamento delle strutture scolastiche e delle condizioni di studio e di lavoro nell’ambito del Liceo da parte dei docenti e del personale A.T.A. .
  8. Frequenza d’apertura della scuola nelle ore pomeridiane.
  9. Presenza degli studenti durante le attività extracurricolari.
  10. Numero di attività curricolari ed extracurricolari.
  11. Documentazione culturale prodotta.
  12. Frequenza degli interventi di personale esterno.
  13. Frequenza dei rapporti con enti esterni e presenza della scuola nel territorio.
  14. Partecipazione agli organi collegiali.
  15. Partecipazione alle assemblee studentesche.

7.Strutture e Organizzazione

La gestione di una struttura della dimensione e della complessità del Liceo "Cavour" e il perseguimento degli obiettivi indicati richiedono la nomina di collaboratori del Preside, di responsabili delle funzioni obiettivo e delle aule speciali e la formazione di commissioni di insegnanti.

7a. Descrizione delle strutture

1 aula magna;

1 sala professori;

1 sala computer;

1 laboratorio linguistico dotato di un computer in rete;

1 laboratorio e un museo di Fisica;

1 laboratorio di Chimica e un museo di Scienze;

2 palestre, due campi di pallavolo e uno di basket;

1 aula audiovisivi;

4 aule da disegno, di cui una dotata di postazione di disegno assistito dal computer e di altre dotazioni multimediali;

1 sala biblioteca;

1 aula C.I.C.

1 aula laboratorio teatrale;

1 locale adibito a bar;

La scuola ha provveduto all’eliminazione delle barriere architettoniche.

7b. Organizzazione del personale

  1. Collaboratori del Preside; eletti come prescritto del D.P.R. 416, 30/5/74, tra cui il Capo d’istituto indica il proprio vicario;
  1. 2) Responsabili delle funzioni obiettivo;
  2. 3) Responsabile del laboratorio linguistico (Progetto Lingue 2000);

  3. 4) Responsabile del laboratorio di Scienze e Chimica;
    1. Responsabile del laboratorio d’Informatica;
    2. Responsabile del laboratorio di Fisica;
    3. Responsabile dei laboratori di disegno;
    4. Responsabile dell’aula audiovisivi;
    5. Responsabile degli spazi adibiti alle attività motorio-sportive;
    6. Responsabile della sicurezza (l.626),
    7. Responsabile del laboratorio teatrale

Funzioni obiettivo

Relativamente alle funzioni-obiettivo all’interno del Liceo sono individuate le seguenti aree di lavoro:

Area 1.

Gestione del P.O.F. .

  • Funzione strumentale prescelta: valutazione dell’attività del piano.

Obiettivi da raggiungere:

  1. Predisposizione e gestione degli strumenti per misurare gli indicatori di qualità.
  2. Coordinamento degli incontri degli insegnanti per aree disciplinari da tenersi:

A) nel mese di Ottobre per valutare e specificare ulteriormente gli obiettivi e individuare gli interventi integrativi e di recupero che
si ritengono necessari.

B)nel mese di Aprile per valutare il livello di raggiungimento
degli obiettivi e l’efficacia dell’azione svolta.

  1. Elaborazione e pubblicizzazione dei risultati.

 Il responsabile di questa funzione coordina le seguenti commissioni:

Commissione P.O.F.

Comitato dei coordinatori dei C.d.C.

  • Funzione strumentale prescelta: coordinamento dei rapporti tra scuola, famiglia e territorio.

Obiettivi da raggiungere:

  1. Monitoraggio del territorio in relazione ai bisogni formativi. (aggiornamento su autonomia 20 h)
  2. Rapporti con le scuole medie per garantire la continuità del percorso formativo
  3. Definizione di una mappa dettagliata dell’offerta formativa del territorio in cui la scuola opera.
  4. Promozione di iniziative rivolte alle famiglie sui problemi dell’adolescenza.

Il responsabile di questa funzione coordina le seguenti commissioni:

Commissione per i rapporti con la S.M. e il territorio.

Commissione C.I.C. ed Educazione alla Salute.

Area 3.

Interventi e servizi per gli studenti.

  • Funzione strumentale prescelta: coordinamento delle attività di integrazione e recupero al fine di ridurre il numero degli abbandoni, dei respinti, dei promossi con debito formativo.

Obiettivi da raggiungere:

  1. Predisporre un progetto per le attività di recupero.
  2. Coordinare le attività di recupero, di integrazione e di accoglienza.
  3. Pubblicizzare all’interno e all’esterno dell’istituzione scolastica le iniziative promosse dalle commissioni e i materiali da esse prodotti.
  4. Curare i rapporti col Comitato Studentesco e con i rappresentanti degli studenti nel C.d.I. .

 Il responsabile della funzione coordina le seguenti commissioni:

Commissione interventi di recupero del debito formativo.

Commissione C.I.C. ed E. alla Salute.

Commissione per la multimedialità.

Comitato dei coordinatori di classe.

Laboratorio di Storia

Laboratorio invito alla lettura.

Commissione viaggi d’istruzione.

Commissione per il Cineforum.

Commissione attività sportive.

Commissione attività artistico-espressive.

Commissione orientamento.

 7c. Commissioni istituite nella scuola.

  1. Commissione per la multimedialità; (biblioteca elettronica e Internet)
  2. Commissione C.I.C. ed Educazione alla Salute (accoglienza-sportello psicologo- rapporto famiglie e conferenze su problematiche adolescenziali: educazione alla sessualità, prevenzione tossicodipendenze, motivazione e rimotivazione allo studio, seminari per genitori sulle problematiche relative all'adolescenza , improvvisazione teatrale per la creatività e conoscenza del proprio corpo, scrittura creativa).
  3. Laboratorio di Storia (ipertesto sulla resistenza)
  4. Laboratorio Invito alla Lettura(conferenze con autore, prof. Bertilaccio-Palutan)
  5. Commissione per la Biblioteca (prof. Insinna - Pennacchini - percorso uso biblioteca per i non avvalentisi dell'IRC - sala lettura)
  6. Commissione attività teatrali-artistico-espressive (progetto teatro prof. Settineri - coro prof. Marcucci - archeologia prof.Ceccucci)
  7. Commissione Viaggi d’istruzione;
  8. Commissione educazione all'immagine cinetelevisiva (Gangemi-Di Vittorio-proiezioni);
  9. Commissione rapporti Scuola Media e territorio (orientamento suola media);
  10. Commissione orientamento (prof.Magnanelli IV-V);
  11. Commissione formazione classi;
  12. Commissione orario;
  13. Commissione elettorale;
  14. Commissione graduatorie interne;
  15. Commissione L.626;
  16. Commissione interventi di recupero debito formativo (sportello);
  17. Commissione P.O.F.;
  18. Comitato coordinatori di classe;
  19. Commissione attività sportive;
  20. Commissione educazione alla pace.

8.Il ruolo degli operatori

8.1 Il ruolo degli operatori, che concorrono ciascuno nel proprio ambito specifico, alla definizione dell’offerta formativa, è regolamentato dai D.P.R. 417 e 420 del 30/5/74.

8.2 Gli organi collegiali: il D.P.R. 416 del 30/5/74 definisce le attribuzioni degli organismi sotto elencati:

 Consiglio d’Istituto

Collegio dei Docenti

Consiglio di Classe

Comitato di valutazione;

 9.Regolamenti

Le attività della scuola sono regolamentate dalle norme allegate alla Carta dei Servizi.

10.Aggiornamento docenti per autonomia 20 ore (£ 2.000.000)

11.Personale ATA

Ausiliari: collaborano alla vita della scuola e sono state individuate le seguenti funzioni coordinatore, manutenzione, handicap, fotocopie, manutenzione fotocopie e ciclostile, aiuto uffici, spegnimento incendi, pronto soccorso e sicurezza.

Amministrativi: coordinatore, ordini e fatture, sicurezza.

12.Richiesta per l'ammontare del fabbisogno

£ 70.000.000 per progetti docenti più progetto Lingue 2000 £ 63.000.000 più ATA £ 20.000.000; totale 153.000.000 (centocinquantatré milioni).

Delibere

Il presente piano è stato approvato dal Collegio Docenti del 18.10.'99 e dal Consiglio d'Istituto del 26.10.'99.

Roma 26.10.'99

Il Preside, prof. G. Giuseppe Contessa